Alle pendici del Gran Sasso, in libera tra Campo Imperatore, straordinario altopiano abruzzese conosciuto anche come “Piccolo Tibet”, Fonte Vetica, Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio.

Un luogo selvaggio caratterizzato da infiniti prati dove pascolano liberi mucche, pecore e cavalli, circondati da alcune delle vette più alte degli Appennini. I punti dove sostare in libera, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso sono tantissimi.

Tappa obbligatoria al Ristoro Mucciante di Fonte Vetica ad assaggiare carne alla brace e arrosticini, si può sostare nel grande parcheggio del ristoro. La sera un cielo pazzesco dipinto di stelle.


Da Fonte Vetica partono numerosi sentieri uno di questi porta ad uno sperone di roccia all’interno di un canyon dove furono girate alcune scene del film “Lo chiamavano Trinità”.

Ci spostiamo in direzione del piccolo borgo di Santo Stefano di Sessanio, nominato uno dei Borghi più belli d’Italia, abbandonato a metà del novecento e poi, nel 2002, rilanciato e recuperato grazie ad una forma di turismo sostenibile che ha visto l’intero borgo trasformarsi in un albergo diffuso e che ha permesso di dar nuova vita al paese.
Sostiamo nella comoda area ai piedi del borgo, senza servizi, su fondo erboso > 42.34206668622252, 13.64803298139152



Il giorno seguente decidiamo di partire per un’escursione fino a Rocca Calascio, il castello è raggiungibile da Calascio o, come abbiamo fatto noi, tramite un sentiero panoramico che parte da Santo Stefano di Sessanio che vi permetterà di camminare, godendo di una vista a 360° sulle montagne (12km a/r).
Curiosità: A 1520 mslm, è il castello più alto degli Appennini, set di numerosi film tra cui Lady Hawke.


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