Peloponneso in camper: tra mito e realtà

Il nostro viaggio nasce per caso cercando una meta che coniugasse mare e avventura on the road. Ci siamo subito resi conto che il Peloponneso è questo e molto altro. Lontano dal più conosciuto turismo isolano della Grecia, lontano da party, musica e spiagge affollate, il Peloponneso è un viaggio alla scoperta della Grecia autentica, tra mare, scogliere e paesi dipinti sulla roccia.

A chi consigliamo questa destinazione:

Ed ora vi racconto il nostro itinerario.

18 giorni, 2 adulti e 1 camper, il giro antiorario del Peloponneso

La prima esperienza positiva di questo viaggio è stata il “camping on board”, alcune compagnie navali su alcune tratte specifiche offrono questo servizio. Si può dormire e rilassarsi nel proprio camper durante la navigazione, si può accedere alle area comuni della nave e c’è la possibilità di attaccarsi alla corrente. Può capitare, come a noi di essere sul lato esterno e godere il mare durante il viaggio. È solo fortuna, non si possono scegliere i posti. Noi abbiamo viaggiato con Superfast Ferries.

Partiti da Bari nel pomeriggio, siamo sbarcati a Igoumenitsa di prima mattina. Ci dirigiamo da qui verso il Peloponneso.
N.b. Per il giro del Peloponneso conviene sbarcare a Patrasso, è la stessa nave che fa due fermate. Noi volevamo, in un primo momento andare a Lefkada, per questo siamo scesi prima; inoltre preferiamo viaggiare su strada e goderci i panorami piuttosto che stare in attesa a bordo della nave; perciò, non ci pesa fare un po’ di km in più.

1 TAPPA: Kastro Killini – Tornese Beach
Dopo aver superato Patrasso passando il bellissimo ponte (a pagamento 15€ per mezzi sopra 160cm) ci dirigiamo verso Kastro Killini. Questa sera ci fermeremo qui in libera. Sopra la spiaggia è presente una taverna dove abbiamo cenato accompagnati da un magnifico tramonto sul mare. Ottima apertura greca, cucina semplice e autentica.
Luogo perfetto per godersi il cielo stellato il giorno di San Lorenzo.

2 TAPPA: Kalo Nero
Partiamo alla volta di Kalo Nero. Un luogo presente su tutti i diari di bordo dei viaggi in Peloponneso. Una spiaggia lunghissima dove nidificano le tartarughe caretta caretta e dove abbastanza spesso si vedono le tartarughine dirigersi verso la nuova vita.

Il lungomare è pieno di ristorantini e taverne dall’aspetto caratteristico. Ci siamo fermati in fondo, dopo la pineta, sulla scogliera. So di essere impopolare ma non ci riandrei, la spiaggia non è tra le più pulite del Peloponneso e sicuramente anche una delle più affollate considerata la sua fama. Nel viaggio abbiamo trovato spiagge che ci sono piaciute molto di più e con molta meno gente. È vero che ci sono
le tartarughe ma non è scontato vederle né è l’unico posto dove si possono trovare.

3 TAPPA – Vromoneri
Scendiamo lungo la costa e ci fermiamo a Vromoneri. È una piccola insenatura prima della famosa Voidokilia. La strada arriva proprio sulla spiaggia. Con il nostro van di 6m siamo arrivati quasi in fondo alla strada. Per i mezzi più grandi c’è un parcheggio proprio sopra la baia con delle scalette che lo collegano alla spiaggia. Siamo stati lì il 14 agosto, c’erano 15 persone. Docce libere in spiaggia. Per noi una magnifica scoperta.

4 TAPPA: Voidokilia
Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso Voidokilia. La strada per arrivare è stretta, quindi nelle ore di arrivo e partenza dalla spiaggia diventa un problema incrociarsi con altri mezzi grandi. Il consiglio è arrivare la sera o la mattina molto presto, ufficialmente non si può dormire nell’area intorno alla baia essendo sito protetto. Noi non lo abbiamo fatto ma abbiamo visto vari mezzi che avevano passato la notte lì.
Arrivati a orario aperitivo vicino alla spiaggia, ci siamo fermati da Olive Garden, un piccolo chiosco colorato lunga la strada. Se prendi qualcosa al bar, puoi restare per la notte. C’è la possibilità di fare la doccia e di caricare acqua. Alle 20 circa il proprietario se ne va e l’acqua viene chiusa, notte super tranquilla. Essendo a 1km dalla spiaggia, la
mattina presto si può arrivare a Voidokilia e godersi la baia deserta. Che spettacolo!

5 TAPPA: Methoni
Dopo una giornata di mare e qualche giorno di libera, ci dirigiamo verso Methoni e cerchiamo posto al campeggio vista la necessità di c/s. Nel lungo mare del paese ci sono alcuni spiazzi/parcheggi con molti camper in sosta, con educazione e rispetto la libera in Grecia è molto tollerata. Non approfittiamocene.

Il camping è spartano ma con tutti i servizi essenziali. Il mare è proprio di fronte al campeggio e, anche qui, pur essendo agosto, c’erano poche persone. La sera abbiamo cenato al ristorante del campeggio e ci siamo trovati molto bene. Con una breve passeggiata si arriva al centro del paese dove troverete il castello con la torre sull’acqua di Methoni e anche gli imbarchi per l’isola di Sapietza.

6 TAPPA: Finikounda/Analipsi
La mattina seguente facciamo un ultimo bagnetto, sistemiamo il camper e ripartiamo. Lungo la strada ci fermiamo a Finikounda per fare mezza giornata in spiaggia. Località carina e abbastanza affollata. Ripartiamo alla ricerca di una sosta per la notte. Ci fermiamo ad Analipsi. Bel lungomare, dove si alternano stabilimenti e spiaggia libera.
Possibilità di parcheggio libero con doccia e attacco acqua. È una giornata ventosa e la spiaggia è deserta, perfetta per una birretta e per goderci un altro tramonto.

Finalmente, la mattina seguente, ci addentriamo nel Mani, il secondo dito del Peloponneso, una penisola selvaggia e ferma nel tempo. È tutto un susseguirsi di paesaggi da cartolina, scogliere a picco sul mare e paesini dipinti sulla roccia. Ogni km in queste strade ti riempie gli occhi e il cuore.

7 TAPPA: Kardamyli
Arriviamo a Kardamyli, una bellissima scoperta. Località semi deserta con un mare da favola. La spiaggia è di sassi e non ci sono servizi. Ci sono vari punti di parcheggio lungo la strada. È arrivato il momento di provare il ghiros e quello di Babis è veramente ottimo 😊

Probabilmente tra i luoghi che più mi sono piaciuti in questo viaggio!

8 TAPPA: Limeni
Ripartiti da Kardamyli ci addentriamo nel Mani nel tardo pomeriggio, ci fermiamo a Karavostasi da O Faros, taverna consigliata da tanti camperisti. Il parcheggio delle taverna è appartato e spazioso ma molto frequentato in questo periodo. Come in tanti altri luoghi, anche qui, in
cambio della sosta si mangia alla taverna. Purtroppo non ci siamo trovati benissimo, forse abbiamo beccato male. Il borghetto è carinissimo ma la taverna/area sosta mi sembra un luogo che sta diventando un po’ commerciale e nel complesso non ci tornerei.
In compenso è impossibile non vedere le tartarughe lungo tutto il porticciolo.

9 TAPPA: Capo Tenaro
La strada che porta a Capo Tenaro è uno spettacolo, la quintessenza del Mani. Un susseguirsi di scorci indimenticabili, incrociamo pochi mezzi
e ci godiamo i km con in sottofondo solo la i rumori della natura. Noi abbiamo un van ma la strada è tranquillamente fattibile con mezzi più grandi. All’inizio del sentiero che porta al faro c’è un piccolo parcheggio
(leggermente dissestato) dove lasciare il camper per poi proseguire a piedi. Una mezz’ora di cammino per arrivare nel punto più a sud del secondo dito. Ovviamente, da non fare in ciabatte. La fatica sotto il sole cocente di agosto è ampiamente ripagata quando si arriva a destinazione. Al ritorno si può fare un bagno nella piccola caletta cristallina proprio sotto il parcheggio.

10 TAPPA: Kokkala
Ci fermiamo per la notte a Kokkala, nel piccolo parcheggio affianco al campetto sportivo. Subito sotto una caletta riparata frequentata da gente del posto. Una cartolina dalla Grecia.

12 TAPPA: Spiaggia Valtaki – nave Dimitrios
Dopo una breve tappa a Gytheio, pittoresco paesino pieno di ristorantini e negozi di souvenir, ripartiamo diretti alla spiaggia del relitto a pochi km di strada.

Si scende dalla collina e già si ammira l’imponente nave arenata nel litorale. Non ci sono notizie certe ma l’ipotesi più accreditata è che fosse una nave di contrabbandieri che trasportava tabacco dalla Turchia all’Italia data alle fiamme per nascondere i traffici illeciti e poi abbandonata. Il parcheggio subito dietro la spiaggia è bello grande e numerosi camper hanno sostato lì per la notte. La spiaggia fino le 11 è poco affollata quindi perfetta per fare qualche foto poi si riempie velocemente.

13 TAPPA: Bozas
Nel pomeriggio ripartiamo alla volta di Bozas che sarà anche dove ci fermeremo per la notte. Dopo qualche km in discesa in una stradina abbastanza stretta arriviamo alla taverna. Questa spiaggia è molto frequentata dai local e c’è un tacito accordo con i camperisti ai quali viene richiesto di fermarsi nella parte posteriore del parcheggio senza
campeggiare (senza quindi aprire tendalino e tirare fuori sedie e tavoli). Ci sono molti camper. Come in tante spiagge anche qui c’è la doccia libera. La sera abbiamo deciso di cenare in taverna ed è stata una scelta
azzeccatissima, carne super! Nel parcheggio troverete una volpe che gira nei paraggi e che si avvicina tranquillamente.

14 TAPPA: Monemvasia
Dopo tanta spiaggia, una giornata decidiamo di dedicarla allo spettacolare borgo di Monemvasia, un’isola medioevale rimasta ferma nel tempo, tappa imperdibile. Dopo la passeggiata tra i vicoli stretti e paesaggi da cartolina, torniamo al camper e facciamo un bagno nella caletta a inizio paese (affianco un grande parcheggio, leggermente in pendenza, subito sopra un supermercato).

15 TAPPA: Foresta Pietrificata
È il secondo luogo del Peloponneso dove ho lasciato il cuore. La strada per arrivarci è scorrevole, l’ultimo tratto è sterrato ma anche in questo caso fattibile con i camper. Il consiglio è di non arrivare in fondo alla strada dove inizia il sentiero della Fossil Forest ma di parcheggiare nello spiazzo poco prima, in piano e facilmente fruibile con mezzi più grandi. In fondo il parcheggio è piccolo e quando si riempie non è facile fare manovra. Qui è tutto uno spettacolo, paesaggio lunare e acqua che dire meravigliosa è veramente riduttivo. Lascio parlare le immagini.

18 TAPPA: Micene
Dopo tanti giorni di mare, decidiamo di fare qualche tappa culturale. Ci dirigiamo verso Micene. Il sito archeologico è arroccato in una collina e si accede attraverso la famosa Porta dei Leoni. La cosa più straordinaria di questo sito è il museo, pieno di reperti magnificamente conservati, assolutamente imperdibile. Sicuramente per le visite culturali e ai borghi consiglierei un periodo diverso, non sotto il sole cocente di agosto ma con le giuste accortezza (partire la mattina presto o la sera al tramonto è tutto affrontabile).

19 TAPPA: Epidauro
Nella nostra giornata della cultura non poteva mancare la visita al teatro di Epidauro e il parco di Asclepio. Il teatro è un’opera di straordinario valore, ancora oggi ospita festival e spettacoli. Pensare a quando è stato costruito e vederlo ancora lì, praticamente intatto, mozza il fiato. Nel culto di Asclepio, Dio greco della medicina, il teatro veniva utilizzato perché si pensava che spettacoli e musica potessero avere degli effetti positivi nella salute psicofisica dei malati alleviando i loro dolori. Non è forse vero?

20 TAPPA: Lichnari Beach
Dopo una giornata al caldo per sito archeologici decidiamo di cercare un posticino per passare la notte in riva al mare. Arriviamo a Lichnari Beach, una bellissima baia semicircolare, tranquilla e rilassante. È una meta piuttosto local, per arrivare si passa nelle viuzze di paese che poi diventano strade piccole e tortuose che scendono veloci verso il mare. Si può parcheggiare subito accanto la spiaggia, ci sono i pini, come in tante altre spiagge del Peloponneso dove riposarsi all’ombra. Qui il mare è un acquario, ci sono tantissimi pesci e, dopo qualche metro,
l’acqua diventa subito profonda, perfetta per fare snorkeling. L’aperitivo in spiaggia al tramonto, con la sdraia sotto la pineta, è un must greco che mi mancherà.

21 TAPPA: Canale di Corinto
Tappa veloce per fotografare questa opera maestosa. Un bell’effetto e un grande colpo d’occhio.

Il Peloponneso ci conferma che si possono trovare dei posti deserti, non contaminati dal turismo di massa, anche in agosto.
Ci conferma che è sempre valido il detto “chi cerca trova”, abbiamo scoperto delle piccole perle semplicemente perdendoci lungo le strade selvagge di questa penisola.
Negli ultimi anni si stanno moltiplicando i gruppi di camperisti che danno consigli su ogni meta, sono molto utili ma a volte si perde il valore e lo stupore della scoperta e si rischia di ritrovarsi tutti negli stessi posti.
Lasciatevi guidare dal vostro istinto!

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